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Grandi imprese a prova di crisi

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Grandi imprese a prova di crisi

Dal 2008 a oggi 10 tra le prime 25 imprese di costruzioni sono uscite dalla classifica per fallimento o concordato preventivo. Eppure, nonostante la crisi del mercato interno, le grandi imprese rimaste o subentrate sono sempre più forti: il fatturato delle Top 25 è cresciuto dal 2008 al 2014 da 15,2 a 17,4 miliardi di euro, e le sua quota sulle prime 50 è passata dall’82 a oltre il 90%. Un effetto della “selezione di mercato”, degli accorpamenti, della spinta sull’estero, della prudenza nella selezione delle commesse.

Anche i dati 2014 lo dimostrano (tabelle complete su «Edilizia e Territorio»): nelle costruzioni il fatturato 2014 segna più 3,4% sul 2013, con la quota estera in ascesa dal 44,8% al 48,6%. La redditività (ripulita dei dati di CoopCostruzioni e Unieco, in classifica ma in difficoltà con altre tre cooperative, Acmar, Cooperativa di Costruzioni e Coopsette, escluse perché in concordato preventivo) mostra più 3,2% dell’ebitda, 10,1% dell’ebit e 5,3% dell’utile netto.

L’andamento positivo dei conti è confermato dal meno 9,5% dei debiti e dal più 7,2% del patrimonio netto. Sorprende che, malgrado una generalizzata espansione all’estero, le imprese che crescono di più operino in Italia: nell’ordine Colombo Costruzioni, Italiana Costruzioni e Carron incrementano il fatturato del 66,7%, 26,1% e 24,1%, mentre per Itinera la crescita del 46,2% è interna al gruppo Gavio. Fa eccezione tra i campioni di crescita Maltauro (più 21,3%), la cui quota estero si avvicina a due terzi. Quanto al portafoglio ordini del campione cresce del 3,9% con quota estera incrementata al 42,5%.

Anche più vivace è l’evoluzione delle prime 25 società dell’ingegneria (tra cui manca Enereco per ritardata approvazione del bilancio) con una più spiccata vocazione alla crescita esterna. Il fatturato sale del 5,2% ma l’internazionalizzazione si limita al 35,7% (era 32,9% nel 2013).

Al vertice, a differenza delle costruzioni, non solo non vi sono aziende in crisi ma la redditività aumenta. L’ebitda del 17,3% l’utile netto addirittura del 75,5%: il primo incide per il 10,7%, il secondo per il 4,2% nel fatturato (questo valore è il doppio che nelle imprese di costruzioni).

Campione di crescita è D’Appolonia (gruppo Rina) che mette a segno un più 94,5% per incorporazione di società già in casa, Projenia, C-Engineering oltre al ramo engineering di Rina Services (ma nel 2015 si lancia ad acquistare all’esterno: Sembenelli Consulting). Fa un balzo (del 61%) anche Manens-Tifs che ha in Proger un partner proiettato all’estero, Mwh (filiale dell’omonimo gruppo americano), seguita da Italconsult (86,1% all’estero) e Adr Engineering, da poco fusa in Spea Engineering. Esse crescono rispettivamente del 26,3%, 24,9% e 19,4%.

Positivo per il vertice dell’ingegneria è anche l’indebitamento (- 12,2%) e la patrimonializzazione (+13,7%).

Come leggere questi dati? Nel mondo delle costruzioni il vertice si rafforza perché escono di scena le aziende extramarginali e rimangono le solide a contendersi contratti di maggiori dimensioni. L’espansione all’estero è graduale e selettiva, e i casi di commesse in difficoltà sono rari.

Nell’ingegneria il grado di internazionalizzazione resta inferiore, ma consente risultati reddituali e patrimoniali più soddisfacenti, partendo dai settori in cui l’Italia ha più da offrire all’estero. Come la progettazione stradale e autostradale, in cui per fatturato si distinguono Spea Engineering, Sina/Sineco, Italconsult e, distanziata, Anas International (che può far leva su una capacità di ingegneria della casa madre dell’ordine dei 400 milioni). Ma anche la progettazione di opere marittime: facendo perno su Thetis, depositaria del brevetto “Mose”, potrebbe costituirsi un polo di rilevanza mondiale con Technital in un ruolo di controllo. Questo dovrebbe permettere al “sistema Paese” di rimontare nelle classifiche mondiali: perché oggi il nanismo italiano comporta un misero 0,9% del fatturato estero delle prime 225 design firms secondo il settimanale americano Enr / Engineering News-Record.

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