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La svolta green costruita intorno alla “casa clima”

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La svolta green costruita intorno alla “casa clima”

La storia dell’azienda viterbese Saggini Costruzioni che sceglie un nuovo percorso con il passaggio alle case ecosostenibili

Case ad alto risparmio energetico, con attenzione all’isolamento acustico, alla domotica, all’accessibilità dei costi, in una parola all’ecosostenibilità. Questa è la realizzazione concreta della cosiddetta “Green building economy”, che riguarda edilizia e rinnovabili, settori strategici non solo in Italia ma nel mondo soprattutto nel rispettare i target di sostenibilità per fare fronte al cambiamento climatico. E la casa, divenuta vitale anche nell’emergenza sanitaria, è la chiave della svolta green della viterbese Saggini Costruzioni.

L’azienda risale agli anni ’70, avviata da Massimo, inizialmente piccolo costruttore edile che si occupava principalmente di ristrutturazioni e di lavori conto terzi. Crescendo pian piano ha iniziato negli anni novanta un’attività di sviluppo immobiliare, realizzando quindi propri cantieri.

E’ stata la prima a introdurre nel territorio il concetto di risparmio energetico per reagire alla crisi del 2008. E in piena crisi nel 2010 è nata la sua prima Casa Clima a Grotte Santo Stefano. L’Agenzia Casa Clima (www.ilbosforo.com) è a Bolzano e certifica le case dopo adeguati controlli.

Saggini Costruzioni ha voluto aderire a questa certificazione formando il suo personale tecnico e poi tutte le maestranze, partendo dalla formazione in prima persona proprio del titolare della Saggini Costruzioni Spa.

Così Sergio Saggini racconta da dove è partito il cambiamento green: “La nostra idea è partita circa nel 2005 quando sono entrato nell’azienda che ha fondato mio papà. Aveva già una sua storia, ma con l’avvicinarsi della profonda crisi del 2008 che ha investito il settore immobiliare, abbiamo deciso la svolta sostenibile anticipando i tempi. Dopo i primi tre anni impiegati a imparare questo nuovo mestiere, ho avuto l’idea di preparare l’azienda per un nuovo tipo di costruzione che in realtà era nuovo per la zona del viterbese. Ma si tratta di un’idea che era già affermata dei paesi del Nord Europa e nel Nord Italia, soprattutto a Bolzano, cioè un’idea di una casa sostenibile, che avesse come principale obiettivo quello del benessere della persona ma che fosse costruita nel rispetto dell’ambiente e con l’obiettivo del risparmio energetico. Questa per me, insomma, è sostenibilità prima di tutto il risparmio energetico, secondo punto costruzione con materiali che rispettano l’ambiente ma che rispettino soprattutto le persone che poi ci vivranno”.

E nel dettaglio è la Casa Clima che si adatta al territorio in cui è costruita: “La nostra casa è estremamente tradizionale perché abbiamo voluto portare quella che era una cultura sicuramente nord europea e che utilizzava soprattutto il legno perché materiale più disponibile nelle zone di origine dell’idea, noi l’abbiamo trasportata nella nostra cultura che quella insomma “romana” del mattone. Ha una struttura in cemento armato, noi facciamo edilizia grande quindi palazzine, con mattoncino esterno a faccia vista, tetti verdi, quindi giardini pensili, anche piscine sui tetti: sfruttiamo spazi che normalmente erano solo di servizio per la casa”.

Anche il modello di business è quello di una Pmi che rispetta nell’ambito della sua responsabilità sociale anche la responsabilità economica oltre che quella ambientale e verso gli stakeholders, come spiega Sergio Saggini: “L’azienda oggi ha un fatturato che va dai 9 ai 13 milioni di euro e un’azienda che occupa stabilmente e tra le trenta e le quaranta persone, collaboratori esterni all’incirca una sessantina. È un’azienda che quando siamo partiti con questa idea nel 2005 fatturava un milione e mezzo. Quindi abbiamo moltiplicato quasi per dieci il fatturato in piena crisi”.

Quindi la sostenibilità non è solo un concetto, ma è assolutamente un business ed è un business buono, che fa bene e che è vincente secondo Sergio Saggini. Anche per il futuro: “Penso che il futuro sia ancora maggiormente orientato alla sostenibilità. Sono abbastanza convinto che nonostante le previsioni dicano che è sicuramente da questa crisi, anche il settore immobiliare riceverà un ennesimo colpo, questa nicchia di settore avrà invece una ennesima spinta perché vivere due mesi rinchiusi in casa ci ha fatto forse capire quanto è importante, per esempio uno spazio aperto, quanto sono importanti i parchi nelle costruzioni, quindi sono convinto che si cercherà sempre di più una casa che punti al benessere completo”.

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